Una vita di debiti

Tempo fa ho conosciuto un uomo che per l’eta’ avrebbe potuto essere mio padre.
A lui devo insegnamenti di vita e di spirito. In un certo senso anche una visione del mondo femminile un po più matura.
Mio mentore di vita, ha snocciolato le sue perle di saggezza in varie occasioni, nei nostri incontri sul lavoro, in momenti di svago, e altre situazioni. Ho condotto parte della mia esistenza tenendo comunque conto delle esperienze da lui raccontatemi.
Ad un certo punto della sua vita ho appreso come, malgrado la precedente stabilita’economica data da una pensione da statale, la sua sorte fosse pian piano cambiata e in un certo senso la fortuna lo avesse abbandonato.
Con fare galante e animo nobile lo ho visto affrontare le miserie più incredibili, compresa l’umiliazione di chieder denaro anche se in piccole quantita’agli amici più intimi e vicini. Quelli per lo meno rimasti tali.
Piccole somme che servivano a coprire prestiti più grossi, e a soddisfare creditori ormai stanchi di attendere.
Somme che nel tempo aveva accumulato per far fronte alle esigenze della famiglia.
Tre figli i cui studi comportavano spese sempre maggiori, carte di credito e finanziamenti concessi con molta leggerezza, in un periodo in cui il credito al consumo ti bussava alla porta, quasi che del denaro ve ne fosse da riempire i fossi.
Tutto questo unito al desiderio di condurre una vita senza privazioni lo aveva ridotto sull’astrico.
La pensione arrivava il ventisette del mese ed era già cancellata dalle spese già scese.
Qualche anno fa ho appreso che aveva perso l’appartamento. Non riuscendo a far fronte al mutuo, lo aveva ceduto in cambio di un po di denaro contante con cui ripianare un po di debiti e un contratto che garantiva una permanenza gratuita sotto quel tetto.
L’ho rivisto in giro l’estate scorsa. Vagava per le sue commisioni con una benda sul viso. Preoccupato l’ho avvicinato.
Lui sorridendo aveva subito spostato la benda: “L’ho messa per i creditori, cosi pensano che mi sia capitato un’incidente e non incalzano per i pagamenti”.
La cosa era finita in una risata.
“Sai, una persona dovrebbe provare a raschiare il fondo una volta nella vita.Non immagini quanto si apprezzino anche le cose più semplici poi!”.
Anche in quella circostanza aveva snocciolato una perla di saggezza e una lezione di vita.
E’di questi giorni la notizia che se ne e’andato.
Ha abbandonato tutto e tutti, fuggendo da debiti, creditori, ma anche dalla famiglia.
Ha abbandonato moglie e figli a quei debiti che in fondo ha contratto per il loro futuro.
Ha lasciato pensione e conto qua, tanto viene prosciugato in un attimo .
Dove sta ora probabilmente vive alla giornata, ma libero dall’angoscia di affrontare giorno per giorno le insidie di debiti.
Per il rispetto che gli porto non mi sento di muovergli giudizi per come si e’comportato con la sua famiglia. Probabilmente vi sono aspetti a me ignoti.
Provo tuttavia disprezzo per quel sistema bancario che ha indotto molte persone semplici a sperare di condurre una vita superiore alle proprie possibilità, segnando irrimediabilmente il loro futuro.

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Informazioni su andreabusin

Cerco un posto nell'infinito delle parole. Scrivo per dare un senso a quello che mi circonda, e una vita eterna alle vicende che vivo per mezzo degli altri. Diventato uno scrittore sogno di continuare a esserlo, aspettando che l'ispirazione ponga la parola fine ad un'altro romanzo.
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